
Oggi, in occasione del Carnevale di Venezia, sarà inaugurata a Venezia, nella sede rinnovata della Biennale di Venezia - presieduta da Paolo Baratta – una mostra su Aldo Rossi che propone una rilettura del progetto del Teatro del Mondo, a 30 anni dalla sua realizzazione.
Il Teatro del Mondo, costruito nel nel 1979 nell’ambito della mostra “Venezia e lo spazio scenico” e successivamente utilizzato nell’edizione del 1980 del Carnevale di Venezia e nel Festival Teatrale di è Dubrovnik un singolare edificio galleggiante in legno.
“Il progetto per il Teatro del Mondo – scrive Aldo Rossi - si caratterizza da tre fatti, l’avere uno spazio usabile preciso anche se non precisato, il collocarsi come volume secondo la forma dei movimenti Veneziani, essere sull’acqua. Appare evidente come essere sull’acqua sia la sua caratteristica principale, una zattera, una barca: il limite o confine della costruzione di Venezia”.
La mostra contiene modelli, documenti grafici, disegni corrispondenza dell’epoca, comunicati stampa e scritti originali provenienti dall’ASAC, dalla Fondazione Aldo Rossi, dalla Biblioteca Nazionale Marciana, dal Museo Correr e dalle Teche RAI.
In occasione della mostra sarà inoltre proiettato il documentario “Aldo Rossi. Il Teatro del Mondo” a cura di Francesco Saverio Fera, regia di Dario Zanasi
“Non so se e come questo teatro o teatrino veneziano sarà costruito – annotava Aldo Rossi durante le fasi progettuali - ma esso crescerà nei miei e negli altri disegni perché ha come un carattere di necessità: la sua limitata capienza permette la possibilità di spettacoli diretti, di tipo vario e soprattutto con un luogo centrale della città. La sua struttura non poteva che essere in legno e non certo solo per il tempo della costruzione, che il tempo è materiale solidissimo e forte nel tempo. Ma perché è legato all’architettura di questo teatro non in un senso funzionalistico, ma perché esprime questa architettura: le barche di legno, il legno nero delle gondole, le costruzioni marinare. Infine il teatro, stabile o provvisorio era una grossa opera di carpenteria appena mascherata dagli ori e dagli stucchi. Queste sono le poche note su un mio progetto indipendenti dalla possibilità della sua costruzione e dal suo uso. Ma certamente non indipendenti da una costruzione veneziana, da un modo di progettare che cerca solo nel reale la fantasia”.
Venezia
10 febbraio - 31 luglio 2010
Ca’ Giustinian
www.labiennale.org
Monica Rossi








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