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Palestra “La Fonte”, Sesto Fiorentino FI

Gli elementi del progetto erano tutti lì attorno, come sempre, a sostenere silenziosamente le misure di quel frammento di paesaggio. Pronti ad essere raccolti e trasformati in materiale da costruzione.

Passo dopo passo hanno generato spazi, strutture, e ordinato materiali, luci, superfici. In un contesto animato dalla doppiezza fra l’ordine razionale che sostiene i vicini profili collinari disegnati dalla regola dei muri a retta e la complessità organica dell’ambiente naturale che li accoglie, ha preso forma un idea del progetto all’interno della quale, oltre agli stimoli provenienti dal luogo, il tema del caractére ha sollecitato una riflessione sull’essenza delle cose: il mistero del corpo umano, la meraviglia del suo movimento, visitati nella loro sovrapposizione ad una precisa esperienza progettuale come quella della costruzione di una palestra, fornendo la possibilità di un intenso confronto con la loro forza originaria. Se il volume degli spogliatoi rivestito in lastre di travertino di Tivoli definisce un nuovo orizzonte murato quale provvisorio elemento di ordine, il volume del campo di gioco, in accordo con il carattere dell’edificio, sfrutta l’idea del movimento del corpo umano che avviene al proprio interno e la propaga fino a corromperne la superficie esterna. Qui, un’immaginaria fibra muscolare, evocata dai disegni anatomici di Leonardo, prende vita nell’essenza mutevole del rame con la quale è costruita e si espande con quella tensione centrifuga impressa già fin dall’articolazione planimetrica, generando un corpo che si dilata verso l’alto a segnare una crescita di carattere organico quasi non fosse costruito ma nato. La composizione, informata da una forte semplicità stereometrica, è articolata secondo due volumi di matrice rettangolare di altezze diverse che riflettono le funzioni principali: il corpo più alto ospita il campo da gioco ed è il fulcro della composizione, mentre il corpo più basso, ottenuto come per gemmazione dal corpo principale, ospita gli spogliatoi e i locali servizio; un corridoio distribuisce i vari ambienti e collega, separandoli, i due volumi.

Fabio Capanni

Progettista: Fabio Capanni
Collaboratori: Gabriele Bartocci, Daniele Buzzegoli, Frida Gramaccioni, Roberta Ricci



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Detail, 04.02.2012